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20 aprile 2016

Aprile questo un pò così...

Eccomi qui....ditelo che avete pensato che il blog avesse chiuso...ma questo Aprile è stato pieno di giornate che mi hanno tenuta lontana dal pc.....ci sono state anche cose belle, che meritano post a parte, ma certamente si è portato dietro una discreta fatica...piccoli problemi, nervosismi, che crescono, e genitori che imparano (malamente?) a starci dietro.

I figli ti mettono davanti ai tuoi limiti, non solo quando nascono e sovvertono i ritmi a cui avevi preso l'abitudine, ma ancora di più quando crescono e fioriscono come persone, individui via via più indipendenti, personalità tutte da scoprire in seno a quelle che tu credi essere una famiglia ed una vita che sei tu ad indirizzare. Detto tra noi, l'indirizzo è relativo, parlerei forse di influenza, con tutte le limitazioni del caso.

Crescere insieme è meraviglioso se si riesce a guardare dalla prospettiva della scoperta....può essere invece faticoso e pesante, se si è stanchi, decentrati, focalizzati sulla propria visione delle cose senza apertura verso quelli che alla fine sono i più grandi maestri: i figli. Che a modo loro possono insegnarci su di noi molto più di quanto non sappiamo già. "Basta" (pare facile) sintonizzarsi, e fidarsi.

Litigate mondiali con il nostro grande piccolo tesoro, sensi di colpa a pioggia, ricostruzioni di nessi e causalità in nottate semi insonni...essere genitori è anche questo.
E' vacillare su tutto quello che fino a quel momento pensavi appropriato, è comprendere che in fondo è vero che sia tutta colpa vostra, è accettare che di errori e danni ne faremo in ogni caso, c'è da sperare di diventarne consapevoli insieme.
E' riuscire a vedere, mentre per mille sovrastrutture sei fuori di te, che quel bambino è molto ma molto più in difficoltà di te in quel conflitto.
E' superare le tue difficoltà per cercare di accogliere le sue.
E' riuscire a farlo sempre quel pelino troppo tardi perchè anche lui non ne paghi qualche spesa.
E' almeno provare a perdonarsi per questo.
E' avere dei magoni enormi. Sul serio, inaspettatamente enormi.

Ma è anche qualcosa che non ha prezzo e che nulla potrebbe mai eguagliare in termini di intensità e di totalità. Una trasformazione costante dalla quale non si torna più indietro. Che a volte si ha bisogno di chiedere aiuto, che a volte ti senti onnipotente. Rinascere con ogni figlio come una persona nuova e confrontarti con la doverosa umiltà di non sapere chi sei...quando ormai già siete, e lui è un altro.





17 febbraio 2016

"Metodi" ed altre follie



Quello dei metodi è un tema sempre caldo. Quale genitore non incappa almeno una volta, anche non necessariamente per scelta, in uno pseudo-autorevole decalogo di raccomandazioni che si spacciano per infallibili? intorno al sonno, alla fame, alla sete, alla cacca....al ciuccio, al latte, ai giocattoli, al vasino, al pannolino, all'arredamento, ai vestiti, alle scarpe, allo sport, all'alimentazione, all'animale domestico......devo continuare?

Sin dal test di gravidanza la donna o la coppia sono bersagliati da consigli di ogni tipo, racconti ed esperienze più o meno indelicati, sostanzialmente inutili. Perchè spaventano, o confondono, certamente disturbano. Questo post non entrerà nel merito puntuale di evidenze scientifiche che smentiscono alcune pratiche piuttosto che altre, anche se credo che cercherò di scriverne, perchè le informazioni corrette meritano di essere trovate facilmente e contribuire alla causa mi sembrerebbe una cosa buona.

Questo è invece un semplice post da doula che viene chiamata, ogni tanto, per richieste che i sedicenti dispensatori di metodi contribuiscono ad alimentare. Richieste che non mi sento di definire completamente assurde solo perchè conosco le possibili fatiche dell'accudimento, e perchè credo che ogni stanchezza genitoriale meriti uno spazio di ascolto e di contenimento, anche se certo gli approcci e le soluzioni sarebbero completamente diversi. Richieste alle quali rispondo cercando uno spazio per altra manovra, qualche volta lo spazio si trova e qualche altra no, e chissà quale sarà il prossimo numero che chiameranno.

Diffidate, tutti e sempre, da chi si propone come Esperto. Da chi si fregia dell'autorità di Insegnarvi un Metodo. Che Rieducherà/ Riprogrammerà /Imposterà la vostra creatura. Che minaccia conseguenze future irreparabili se il Metodo non sarà applicato, che applica scadenze e limiti di tempo a vostr* figli* che dovrà essere addestrat* entro un certo tempo altrimenti tutto sfuggirà al controllo...e già che ci siamo diffidate anche da chi vi parla di controllo come di qualcosa di indubbiamente positivo :)))
Diffidate di chi proponendo quanto sopra, spaccia il tutto come un grande sostegno, un' irrinunciabile forma d'aiuto, un regalo che dovete farvi, se avete un pò d'amor proprio.....un amor proprio che caro vi costa, perchè le cifre sono alte, direi vergognose.

Quel filone secondo cui il bambino è lì per approfittarsi di noi e spolparci vivi e dunque va domato, mors tua vita mea, sopravvivere nonostante i figli e non vivere con i figli.
Quel filone tanto redditizio per cui se ti convinco perbene che sei un genitore incompetente solo perchè non avevi figli fino a ieri, avrai bisogno di Esperti per prendere ogni decisione, perchè qualunque voce sarà sempre più saggia della tua. Così ti sentirai ancora più insicuro e chiamerai e spenderai ancora, facile no? Riusciamo a immaginare quanto sia sano un sistema famigliare basato su questo?
Per questa sera è tutto. E a voi, è mai capitato di incappare in qualche Esperto?













8 febbraio 2016

Giornate che a un certo punto...si inclinano.


C'era una volta l'altro ieri. Che era il 6 febbraio ed è stata una bella giornata, intensa, faticosa, fatta di lavori all'orto la mattina presto e pomeriggio di sfilata in maschera con tutti i bimbi del quartiere e terminata con una cena al ristorante tra amici. Jari stavolta fuori dalla pancia e con un nome, i grandi a dormire dai nonni. Questo altroieri che era la vigilia del mio compleanno, con cui storicamente non ho un buon rapporto, ma che proprio dallo scorso anno cominciava forse a diventarmi simpatico.

Poi è arrivato ieri, il 7 febbraio, che ha presto cominciato ad inclinarsi, nonostante fosse partito bene, nonostante i bambini siano tornati con un regalo tutto loro che era anche bellissimo, una scatolina con dei gettoni, un pezzo di travertino con cui si fanno i bordi dei marciapiedi, una vite con un bullone, cinquanta lire e dei pezzi di vetro smussati dal mare. Nonostante il pomeriggio abbia rivisto dopo mesi una delle mie amiche del cuore e festeggiato uno dei suoi bimbi che ha il compleanno uguale al mio, che è uno dei nostri amichetti di sempre e che è l'amore di Gaia, nonchè quasi gemello di pancia.
Nonostante tutto questo, è stata una pessima giornata.

Mi sarebbe piaciuto scrivere di cose belle, emozioni gioiose, fotografare una torta piena di candeline come piacciono a me, una tavola colorata e festosa. Invece ho litigato con tutti, marito e figli, non  sopportavo nessuno. Ho solo detto cose sgradevoli e antipatiche, sono stata infinitamente pesante, ho anche rinfacciato a tutti di avermi reso così ostile. Poi chiaramente mi sono anche pentita e la giornata se possibile è diventata ancora più storta ed infelice.

Oggi, ho passato la giornata a ripensare a ieri. Non sono giunta a una vera spiegazione sul perchè sia andata così male, ma ho fatto pace con la possibilità che ci siano giornate come quella. Si, può succedere, che mi stiano tutti sulle scatole. Si, amore, tempo, spazio, insieme, ma ogni tanto anche ognuno per fatti suoi. Si, tesori della mamma. Ma se mamma quando qualcuno la chiama corre, sarà pure ora che quando chiama lei non debba ripetersi.

In fondo, non posso credere di avergli detto davvero "mi avete rovinato il compleanno" . Significa che al compleanno ci tengo??!? Io??!! Interessante. Molto interessante :)

Due cose buone però sono successe: è nata la bimba di una mia cara amica e compagna di viaggio nella formazione Melograno, e poi, questo blog ha compiuto un anno!!! E mi ha regalato attraverso tutti voi che lo leggete (che non siete pochi!grazieeeee.....) moltissime soddisfazioni, e pillole (a volte panini!)di felicità. Non è poi così male come semino positivo da aver piantato nel mio difficile rapporto col 7 febbraio.
La tortina, comprata al volo, con una sola candelina, che neppure ho soffiato perchè ero arrabbiata,ora che ci  penso la posso dedicare più a lui che a me...e intanto, a casa ho fatto esplicita richiesta di rifarmi con un non-compleanno...vediamo un pò quando arriverà...




1 febbraio 2016

Piccola storia dei primi orecchini...

Un pomeriggio, Gaia ci ha detto di aver deciso che l'indomani avrebbe voluto farsi i buchi alle orecchie. Se ne era parlato qualche volta, anche se nella mia mente era un'eventualità ancora piuttosto lontana. Gaia è una bimba leone, attenta e decisa, contagiosa con i suoi stati d'animo, che fin da piccolissima ha sempre tenuto molto ad esprimere chiaramente i suoi desideri o il suo disappunto.

Quando ha detto di avere deciso lo ha fatto con chiarezza, e molta naturalità, perciò abbiamo pensato che fosse giusto accogliere questa volontà, pur avendo un pò di timore per come si sarebbe trovata realmente nella circostanza pratica. Mi sono offerta di accompagnarla e di farmene prima uno io, lì con lei, così che avrebbe potuto vedere come funzionava, e quindi decidere se continuare o invece ripensarci...e la mattina dopo siamo uscite, molto emozionate.

Così io ho fatto il mio (settimo) buco alle orecchie, con lei che guardava incuriosita e tranquilla, me che ero mille volte più agitata di una bimba di quattro anni e mezzo che invece un secondo dopo ha detto "adesso tocca a me" e che si è seduta guardandosi dritta nello specchio entusiasta.

Primo, e poi secondo, il respiro sospeso, forse l'incredulità, e poi un attimo dopo, la gioia, la fierezza. La mia bambina. Abbiamo condiviso un momento speciale, che non avrei creduto potesse essere nei fatti un rito di passaggio. C'è un prima e c'è un dopo quel momento, e ci credete, il suo essere contagiosa ha fatto si che io sia tornata pochi giorni dopo a fare l'altro che mi era rimasto insieme a una delle mie migliori amiche che ne ha fatti un altro paio, così come mia sorella, riaccompagnata proprio da Gaia.

Piccola, grande, leoncina della mamma.




19 novembre 2015

Un cappello nella manica...



Ecco come fare un cappello veloce e morbido in cinque minuti e senza neppure una cucitura:
Avrete bisogno di una vecchia felpa e...di un bambino :)

Tagliate una manica 

Provate la misura della circonferenza e dell'altezza giusta

Tagliate all'altezza desiderata e aggiungete una strisciolina
che, arrotolata, andrà a chiudere la parte superiore del cappello


Pronti per uscire!!!
...e se servisse anche una sciarpa...ricordate questo vero? :)

28 ottobre 2015

Il tempo delle mamme (parte I - il lusso di "perdere" tempo)



Un' amica che non vedo da anni mi ha ritrovata da poco attraverso Instagram ed ha scoperto il blog. Ci siamo risentite, e mi ha chiesto come mai non lo aggiornassi più spesso. In effetti se apri un blog si presume una relativa costanza nell'aggiornarlo. Relativa, appunto. La prima cosa che mi è venuta in mente è stata "non ho avuto molto tempo"...poi però mi è venuto da ridere, perchè questa è una delle frasi a cui facciamo più frequentemente ricorso, senza che abbia poi una reale corrispondenza con i fatti. Le sono grata, perchè mi ha dato l'occasione di fermarmi un pò a pensare a questa cosa.

Fondamentalmente, a me sta bene così. Da quando ho aperto il blog penso varie volte nel corso della giornata ai post che potrei scrivere, alle foto che potrebbero accompagnarli. I post si possono anche programmare, l'ho fatto poche volte, è comodo certo, ma preferisco scrivere "in diretta". Questo nuovo anno in cinque con tutti gli assestamenti e gli equilibri che si porta insieme forse non è il migliore per ritagliarsi uno spazio concettuale....o invece si? Del resto qui si parla di un family affair.

Quando è nato Andrea, ricordo come il tempo si sia trasformato (la trasformazione del tempo veramente inizia già in gravidanza, ma ci torneremo su). Non esistevano più orologi ed ore, esistevano solo unità. Le nostre unità duravano circa 20 minuti. Non era pensabile rispettare degli orari, era tutto un susseguirsi di unità di tempo. Vestirsi ed uscire, per esempio, impiegava un'unità. Il bagnetto, due unità. Pranzare, tre unità. E così via.

Quando è nata Gaia, per quanto ci fossi già passata, ho capito che le unità variavano a seconda del bambino che avevi. Così come i cicli del loro sonno (ma questa è un'altra storia :) E di nuovo ci siamo resettati ( tutti, perchè i tempi in una casa sarebbe giusto che li dettasse il più piccolo di età)

Ora, con Jari, le cose sono ancora diverse. E sono ancora una volta diversa io. E si, le sue unità dovrebbero dettare legge, ma ci sono anche tante altre variabili da incastrare, e a volte è difficile. A volte salta tutto perchè non si centra l'unità. Altre invece funziona, e si trovano il tempo e lo spazio da dedicare a quello che si vuole.

Perchè noi diciamo che  i tesori più importanti del mondo sono proprio il tempo e lo spazio....e possono passare anche così, senza apparentemente "fare" nulla. Possono susseguirsi giorni senza post effettivamente pubblicati, ma solo pensati. Perchè magari l'unità-di-tempo-blog quel giorno l'avrò passata innamorata a guardare Jari dormire. Oppure a preparare libri da far trovare a Gaia sulla scrivania per leggerli insieme. O a cercare di meditare seduta sul pavimento. O...chissà.

Fermare il tempo, nel momento in cui ci si trova. Sapere che nulla è imprescindibile, che nulla debba essere fatto per forza in un dato momento. Qualcosa che soprattutto per una mamma, dovrebbe essere previsto di default . La tentazione (o abitudine?) di dire "non ho tempo" è sempre dietro l'angolo. Ma siamo noi che scegliamo cosa farne, di quello che abbiamo. A volte la spesa al supermercato vuol dire niente docce. O un bel bagno caldo per tutti vorrà dire cena surgelata...tutto va bene purchè ci faccia sentire bene. Purchè sia chiaro che il nostro sentirci bene vada messo al primo posto.




12 ottobre 2015

Pronti! Oggi...sport ( leggi: polpette fisse in borsa)

Oggi pomeriggio attività di tutti e due i grandi....quindi...


Scatoline, succhi e bottiglia per l'acqua. Dopo lo sport i bambini sono stanchi morti e giustamente affamati...le attività finiscono molto vicino all'orario della nostra cena, che è abbastanza presto, perciò io anticipo e porto quello che in realtà può già essere un pasto completo. Lo scorso anno portavo pigiama e cena in piscina e alle 19.00 si addormentavano in macchina sulla via del ritorno fino al giorno dopo. Quest'anno non succede, ma piuttosto che spezzare la fame con la solita pizza (dicono che poi non cenano, ma va?? :) o patatine o quant'altro non proprio equilibrato, io sparo una raffica di polpette!! A casa ce ne saranno altre, ma intanto qualcuna si mangia seduti a chiacchierare con gli amichetti o mentre si ritorna.

Di solito ho delle ricette collaudate, come le mie polpette di quinoa o miglio e pesce, di quelle con i legumi di mammarum....ma a volte sono delle semplici ricette improvvisate e svuotafrigo.

Come quelle di oggi: polpettine di amaranto, tofu e rucola


Oppure quelle della volta scorsa, di cavolfiore, riso venere e piselli


Di base lo schema è sempre lo stesso, lessare il cereale in brodo vegetale, stufare in padella con aglio e cipollina un pò di verdure, legumi, quello che sia, unire pangrattato, ( noi anche lievito in scaglie, germe di grano, semini, di sesamo ma non solo) se serve uovo ( in quelle di amaranto c'è, perchè temevo non si compattassero facilmente. La prossima volta il tofu lo grattugio perchè effettivamente a dadini ha reso molto scomodo preparare le polpette)....potete provare combinazioni di ogni tipo! Poi filo d'olio, e forno caldo ventilato a 180° per circa 15 minuti....buone polpette!


8 ottobre 2015

Piccoli mondi intorno a noi

Osservare quello che abbiamo intorno è un bell'esercizio. Situazioni e persone, ambienti e sensazioni...sempre che non crediamo di andare troppo di fretta per fermarci a farlo.

Io sono cresciuta a pane e SuperQuark e da subito ho cercato di trasmettere ai bimbi il piacere della scoperta dei piccoli mondi che ci circondano. Di educarli al rispetto di tutte le specie, alla curiosità di sapere come vivono, cosa fanno...è una ricchezza gratuita a disposizione di tutti. Offre spunti per parlare di ogni cosa, allena ad avere informazioni e conoscenza, quindi, nessuna immotivata paura.


La chiocciola che striscia sulla macchina, la libellula sulla corda del ponte dei giochi al parco....


Animali che si mimetizzano, alcuni non ancora identificati, altri più familiari....




Sono ovunque intorno a noi...basta guardarli. Piccoli mondi che ci sembrano paralleli al nostro...invece è uno solo. Piccole vite operose. Pochi giorni fa è stata la festa di San Francesco d' Assisi che parlava agli animali e per il quale la meravigliosa natura era testimone della grandezza divina. Per noi il significato è diverso, non ci professiamo cattolici, ma la sua storia e quel che se ne tramanda è una delle più belle, anche da raccontare ai bimbi. E io sono fiera di essere una mamma con quel nome, che si ferma a spostare i lombrichi dalla strada :)  e lo fanno anche loro!

5 ottobre 2015

Che cos'è una doula?

Pochissime delle persone che conosco non hanno mai pronunciato questa domanda. E siccome l'ho ricevuta anche tramite family affair e nel mio profilo c'è scritto che sono una doula, cercherò di spiegare qualcosa in più, e cominciare a parlarne anche qui, tra una ricetta e un lavoretto dei bambini.

In risposta, in rete si trovano tante informazioni e disinformazioni. Per chi volesse avere una panoramica di partenza abbastanza esaustiva, consiglio sicuramente di dare un' occhiata qui sul sito dell' Accademia della Crusca per farsi un'idea!

Una doula è una donna che sa stare accanto ad un'altra persona, per quello di cui quella persona abbia bisogno in quel momento. Una donna che sappia dare sostegno a quella persona per quello che semplicemente è, senza giudizio, senza dirle se fa bene o se fa male, senza sostituirsi a lei nelle decisioni che quella debba prendere, accompagnandola standole vicino. Che sappia aiutarla ad ascoltarsi, a capire quale possa essere la soluzione migliore per sé, a farsi un'idea propria sulle risposte che sta cercando, magari reperendo con lei informazioni da fonti verificate, con competenza nella situazione, senza legami o vincoli di altra natura che potrebbero confondere i piani o creare tensioni o attriti. Che possa sollevarla dai compiti quotidiani se ha bisogno di riposare, proteggendo un momento che meriti maggior attenzione.


Accanto a una donna che si trovi in una delle tante sfumature della maternità (o ad una coppia, che si trovi in una delle tante sfumature della genitorialità)  che sia questa pensata, ricercata, realizzata, desiderata, non desiderata, vissuta come un idillio, o come una difficoltà, interrotta, perduta, sconvolgente, felice, faticosa, entusiasmante... una doula può aiutare a fare quello spazio attorno a sè per centrarsi sui propri bisogni. Per mettersi al centro e partire da lì.

La foto di sopra è stata scattata due estati fa, da un'altra doula. La bimba che ho in braccio e la sua mamma avevano affrontato una lunga ospedalizzazione, separate. Al ritorno a casa è stata la nonna a contattarci, per restare con loro e aiutarle a riprendersi, a ri-conoscersi. Ci alternavamo in tre o quattro sulle ventiquattr'ore. Siamo state con loro per due settimane, poi pian piano sempre meno tempo, finchè di noi non c'è stato più bisogno. 

Nella mia esperienza, sono stata doula anche quando non sapevo neppure che questa parola esistesse. L'ho scoperta attraverso questo post di Claudia, alla quale sarò sempre grata per averlo pubblicato, perchè grazie a lei e alla sua amica Sylvie ho dato un nome a quello che a quel tempo già alcune volte mi ero trovata ad essere. Dieci giorni dopo quel post è nata Gaia, che a due mesi e mezzo ha cominciato ad accompagnarmi nella mia prima formazione con la Scuola delle Doule.  Lì ho conosciuto delle donne straordinarie , e dal nostro viaggio insieme è nata Mammadoula.
Ho continuato a lavorare sugli aspetti di cura e di maternage, negli ultimi due anni ho intrapreso un nuovo intenso percorso che sto per ultimare, che mi ha portato ancora una volta a conoscere un cerchio di donne prezioso e nel quale mi ha accompagnato anche Jari nella pancia e fuori, un percorso del quale tornerò presto a parlare!

Ho avuto l'onore di incontrare tante donne, tante storie diverse, famiglie, bambini, situazioni festose, tristi, delicate, serene, dolorose. Donne ma non solo, con vissuti molto diversi. Ho avuto l'onore di essere con alcune di loro durante il parto, altre le ho conosciute già mamme, altre ancora per strade diverse non lo sono diventate o non lo sono più. Ho dormito con i loro piccoli, ho cucinato per loro, ho steso lavatrici, osservato poppate, ascoltato storie, raccolto lacrime, scattato fotografie, chiamato i parenti, portato un pò di cibo, un regalo, un abbraccio, un massaggio. Una doula fa questo, o anche altro, il suo lavoro è prendersi cura di chi ha bisogno di lei, per arrivare a far sentire quella persona sicura di camminare con le proprie gambe, di volare, con le proprie ali.












17 settembre 2015

Un anno fa...

Pure noi nel pentolone dei throwback thursday, in questi giorni in cui inizia la scuola e ci proiettiamo nel futuro, riguardando questa foto, in cui ci sono tante cose importanti.

Arrampicato in alto, c'è Andrea. Lui che è sempre stato un prudentone, di quei bambini un pò più cerebrali che spericolati, di quelli che di salire lassù non gli sarebbe mai venuto in mente...fino a quel giorno.

Quel giorno in cui anche io sono rimasta un passo indietro invece che sparare a raffica degli attento!! oppure mmmm non credo sia una buona idea. Quel giorno in cui anche grazie a una delle mie più care amiche, la persona specialissima che gli parla da sotto, io, con Jari nella pancia, grande come una virgola, ho capito quello che non riuscivamo davvero a fare fino a quel momento.
Fidarmi io, sfidarsi lui.

Che aveva iniziato ad arrampicarsi convinto, e che a metà, cioè praticamente quando è stata scattata la foto, voleva tornare indietro e non sapeva come. Lei gli sta dicendo che a quel punto, può solo andare avanti. Lui ha esitato un attimo, ma poi ha capito che era vero. Ed è andato avanti, scendendo dall'altra parte. La sera, raccontando alla nonna incredula le sue imprese, quando questa gli ha detto "ma potevi cadere, era pericoloso", lui le ha risposto, con lo sguardo fiero, "eeeh....ho rischiato".

Quel giorno ha inaugurato un periodo nuovo, di scoperta e perfezionamento di competenze, di mio riconoscimento di queste, di suo interesse nello scoprire di avere un corpo che permette davvero cose divertenti. Di lì a breve ha tolto le rotelle alla bici, cominciato la piscina e presto tolto i braccioli, cominciato a giocare a calcio, affinato una certa pazienza nel condividere e spiegare giochi ai bambini più piccoli..recentemente mi è capitato di leggere un articolo sull'anno del re, come viene definito dalla pedagogia steineriana, che è appunto quello che conclude il primo settennio di vita dei bambini, e ritrovavo tanti inequivocabili punti.

E adesso, comincia la nostra avventura nel circuito scuola. Non senza dubbi, e dopo il lungo vaglio di diverse opzioni, è andata, ci siamo. Buon inizio, piccolo mio.


4 settembre 2015

Ricominciamo!

Eccoci tornati....beh almeno qui sul blog :) in questi quasi due mesi di assenza si sono avvicendate varie esperienze, di cui parleremo nei prossimi post... per ora, la nostra giornata oggi inizia così:


Colazione con marmellata di more autoprodotta! Raccolte tutti insieme, e con l'aiuto di nonna, bisnonna e prozia, una di quelle esperte dei boschi e dei campi "giusti" dove andare....quest'anno il bottino ha superato i 9 kg (!!!) e abbiamo passato la nottata a prepararla.

I bimbi si sono divertiti tanto, ed è stata l'occasione di imparare tante cose, ripassare un ò i frutti di stagione, osservare gli animali che abbiamo incontrato...Andrea ha preso molto sul serio la questione sfidando spine, ragni, vespe, e armato di bastone scacciavipere....Jari ci ha accompagnato godendosi lo spettacolo, qui faceva la guardia al cestino di Gaia.....e papà ha forse raccolto più more di tutti!

 
 
E' stata lunghissima notte...ma ne è valsa la pena! I grandi sono stati svegli con noi per buona parte della preparazione partecipando attivamente, chi lavava, chi toglieva foglioline, chi appuntava le pesate della bilancia. Sul peso totale delle more abbiamo aggiunto meno di un terzo di zucchero integrale di canna...messo sul fuoco, lasciato cuocere un pò...per togliere qualche semino abbiamo passato al passaverdura sempre poco meno di un terzo del totale della marmellata. Rimessa sul fuoco per essere bollente, ci abbiamo riempito i vasetti precedentemente sterilizzati, chiusi, capovolti e lasciati freddare lentamente. Il mattino successivo abbiamo verificato che fossero sottovuoto (il tappo se premuto non deve fare "click") altrimenti avremmo dovuto sostituire il coperchio e ripetere bollitura e invasamento. 

E' buona norma utilizzare sempre dei nuovi coperchi per essere sicuri della buona riuscita, in questo caso non è stato così perchè le more raccolte sono state molte più del previsto e il giorno successivo alla nostra notte ai fornelli era festivo per cui abbiamo riutilizzato alcuni che erano in casa. Devono essere in ottimo stato, non graffiati nè macchiati nè soprattutto deformati, cosa che a volte capita se per aprirli prima di svitarli si fa leva con qualcosa.

20 luglio 2015

Diario di una (quasi) ex-aracnofoba

 

Fin da bambina ho sempre avuto una folle paura dei ragni. Il mio primo ricordo negativo risale a quando  ancora più bassa dei mobili della cucina, cucinando con mia mamma, lei mi chiese di passarle del prezzemolo, io lo presi, e aperta la mano per porgerglielo dentro c'era un ragno. Uno di quelli con le zampe lunghe e fine, un ragno ballerino. 

Nelle case fuori dove si andava ogni tanto, avevo sempre il terrore perchè inevitabilmente se ne trovavano, era un dramma per me, e i miei dovevano tentare opere di bonifica non sempre molto semplici. Ricordo un bagnetto esterno di una casa al mare dove c'erano sempre ragnatele con uova di ragno di cui ero terrorizzata. Facevo incubi con ragni che mi scendevano dal soffitto, mi sono portata avanti questa cosa fino alla gravidanza di Andrea. 

A quel tempo prestavo servizio civile volontario, ed eravamo a una giornata di formazione in una scuola. C'era un ragno non ricordo bene dove...qualcuno aveva già detto di schiacciarlo, io l'ho preso con un bicchiere e l'ho buttato fuori dalla finestra. Incredibile per me. Sono sempre stata convinta animalista ma con i ragni avevo un serio problema, e talmente tanta paura che chiamavo qualcuno perchè li eliminasse, io ero troppo impietrita... però col tempo avevo imparato a farli fuori anche da sola. Quella volta no, perchè pensai che non avrei voluto mai trasmettere questa cosa ai miei bambini. 

Ho pensato che per loro sarebbe valsa la pena almeno provare. E ha funzionato...Ora posso farcela! Posso sopravvivere a ragni che sbucano fuori dai panni appena ritirati dallo stendino in giardino. Nella casa al mare posso dormire sotto a un angolo dove viva un ballerino. Posso comunque prenderli e buttarli fuori, e non nel wc. Ai bimbi ho raccontato delle mie paure, e del mio percorso nel cercare di superarle. Non è che ci giochi felicemente insomma, ma è capitato di fare la mamma didattica con un ragnetto penzoloni tenendone la tela appesa alle dita, e di passarlo a loro. Con Andrea va liscissima, Gaia in generale non ama molto gli insetti ma a maggior ragione mi motiva ad essere tranquilla...chissà Jari cosa dirà quando verrà il momento.

Adesso che abbiamo il giardino e i ragni non mancano sono proprio messa a dura prova...ma insieme ai bimbi diventa più facile. Da quando viviamo qui abbiamo avuto modo di osservare alcuni ragni proprio da vicino, abbiamo molti crociati che ci vivono attorno, altre specie che è interessante cercare e scoprire, altre che non riusciamo proprio a identificare (il ragno della foto in alto ad esempio, se qualcuno lo conosce può illuminarci? :) e ai più grandi diamo anche un nome.

Questa è Mona, l'abbiamo guardata catturare prede tutto l'inverno, e ricorstruire pazientemente la sua enorme tela ogni volta che subiva un danno.

 Abbiamo seguito persino i giorni della muta, che per i bambini è stata estremamente affascinante...

 E adesso, nello stesso posto, Mona non c'è più ma le sue uova si sono schiuse....


...molto doulesco se vogliamo ;)  Nonostante i grandi passi avanti non sono ancora indifferente a questi preziosi animaletti, diciamo che i pomodorini non li raccolgo io...ma chissà, c'è ancora un pò di strada da fare, e se non ci fossero stati i miei figli forse sarei ancora ferma impalata a chiamare qualcuno...meravigliose metamorfosi della vita!

15 luglio 2015

Summer time


E' un bel pò che non pubblico nel blog....un paio di settimane tra casa di mare e casa di città, come del resto passerà più o meno tutta la nostra estate...settimane in cui osserviamo e ci godiamo il nostro family affair arricchito e in continua trasformazione, dal quale a volte siamo messi a dura prova, perchè gli adattamenti anche questo comportano. Nuovi orari, nuovi incastri, nuove soluzioni...Quando siamo al mare con tre bimbi, più o meno vicini di età, la giornata merita un certo livello di organizzazione, anche se qualche volta è bello anche lasciare andare le cose come vengono!

Si scende a compromessi, cercando di non scontentare nessuno, o almeno non troppo...a tutti è richiesta (o si impone :) una buona dose di flessibilità, ai bambini, ma forse ancora di più a noi adulti. Spesso siamo io e loro, papà ci raggiunge quando può...non sempre mi riesce di fare quello che vorrei, ma sarà andata bene così, è' anche un provvidenziale esercizio di tolleranza dei propri limiti.

E così qualche volta andrà bene cenare col gelato e addormentarsi senza aver lavato i denti. O senza aver fatto la doccia, pieni di sabbia nei capelli. Altre volte, per fare le docce, si cenerà tardi. Per fare la spesa ci faremo delle epiche sudate tutti insieme, i grandi aspetteranno che Jari faccia le sue poppate dove e quando vuole, mamma cucinerà di notte quando i bimbi dormono per fare in modo di avere tutto pronto l'indomani, lui sarà un neonato abbronzato perchè vuoi o non vuoi fa una vita da spiaggia un pò intensa per la sua età.

Spesso resteremo fino al tramonto perchè Andrea vuole giocare a calcio con gli amici fino a tardi, così che Jari si addormenterà un pò insabbiato dalla giornata piena di manine festose di fratelli e amichetti e io e Gaia intanto ci faremo una chiacchierata mangiando una pizza improvvisata...e se ci sarà papà si potrà tornare a casa anche via mare :)


7 giugno 2015

Coccole e doni...




Ricevere un dono è sempre bello, ma quando nel dono ci sono tempo, cura e amore è ancora più bello. Per una puerpera una cosa importantissima, tanto semplice quanto non scontata, è lasciarsi coccolare.

Semplice perchè c'è bisogno di cura per chi si prende cura, non scontato perchè purtroppo siamo immerse ed immersi in un mondo dove c'è da mostrarsi "efficienti" comunque e sempre e dove chiedere aiuto e ancora di più goderne sembra qualcosa di cui doversi vergognare.

Come doula non posso che essere di parte su questo tema, e stavolta trovandomi dall'altra parte, mi sono ripromessa di godere di tutte le attenzioni possibili, di lasciarmi curare più che mai, di assaporare a pieno tutto quello che arriverà, per me, per noi, da chi ci vuole bene.


Questo può voler dire gioire di una casa che profuma di lavanda, sorseggiare una tisana fatta apposta per te in cui ci sono fiori freschi, raccolti a mano, lavati e miscelati per te..ricevere la visita di un'amica che ti porta un pò di vestitini perfetti per la stagione visto che i tuoi altri figli sono nati con temperature completamente diverse, la mamma di un'amichetta della scuola che ti prende i grandi all'uscita e ti raggiunge in villa dove, a te e al piccolo, così facendo ha regalato una meravigliosa passeggiata nel verde silenzio.

Il papà che sveglia e porta a scuola i grandi, che ti fa trovare la colazione e che si alza di notte...non per il fagottino ma per la gatta decana debole di stomaco :) i nonni innamorati che regalano braccia mentre tu magari prepari una torta...ancora nonni che vengono e portano spesa e cena...la zia che stavolta è stata la custode del nostro parto, che è sempre più zia...


 Una madre e il suo bambino, al centro, di un mondo, perchè l'inizio di una nuova vita riguarda tutti.






23 maggio 2015

E' nato Jari !

Dopo lunga assenza eccoci di nuovo qui...in questi giorni il nostro family affair si è ufficialmente espanso, Numero Tre è un maschietto ed ha un nome, è venuto al mondo dieci giorni fa e noi con lui ci stiamo abituando a questa nuova vita...

Jari è nato a casa, tra le braccia di mamma e papà, con un parto quasi troppo veloce, un parto che quando non è disturbato dice tanto di quel bambino e di quella mamma in quel momento...il nostro in qualche modo ci rispecchia molto entrambi, almeno nel qui ed ora. In quella giornata si sono avvicendate coincidenze (o no? :), sorprese, cambi di programma...è stata molto intensa, e molto bella.
Grazie amore mio, per aver scelto noi.


I fratelli felici, lo festeggiano continuamente...

 
Anche a scuola, dove condividevano l'attesa e la sorpresa per chi sarebbe arrivato....

 
Questo il fiocco apparso sulla porta della classe!
 

Ora ci godiamo la scoperta costante dei nuovi cambiamenti...che non hanno e non avranno mai fine. Impareremo e cresceremo insieme...a piccoli, e grandi passi, conoscendo questo piccolo nuovo umano tra noi, e riconoscendoci noi con lui. Del resto, ogni nascita è una rinascita :)

25 aprile 2015

Strumenti giusti - il robot aspirapolvere

Lui lavora per noi, si muove per casa mentre noi possiamo fare altro. Regala tempo, svolge la sua funzione, migliora le cose e lo fa anche in breve tempo.


Lo abbiamo scelto tentati da un'offerta, forse una funzione di pianificazione oraria avrebbe potuto essere interessante, ma anche così siamo molto soddisfatti. Consigliato il non avere troppi impicci a terra, per ovvi motivi di facilitazione della pulizia, il che qui da noi si traduce in uno spunto utile di riordino ( e lo ammetto, anche vagamente di spauracchio, perchè tutto quello che resta a terra il robottino potrebbe aspirarlo... :)

Si ricarica rapidamente e raccoglie più di quanto non si crederebbe, in casa nostra non potrebbe essere l'unico aspirapolvere tra briciole e peli della gatta, ma il suo contributo quotidiano e autonomo è apprezzatissimo, e credetemi, con un pancione più che mai.


Piccoli ortolani crescono

Ed oggi....pomodori!

Lo scorso anno abbiamo provato a piantarli dai semini, ma il risultato purtroppo non è stato dei migliori, i semini erano troppi le piantine troppo vicine e di conseguenza abbiamo ottenuto una giungla di piante che non hanno fruttato molto...quest'anno abbiamo optato per dei piccoli innesti, che dovrebbero darci più soddisfazione.

Li abbiamo comprati qui , dove mentre io cercavo di resistere all'acquisto di tutte le aromatiche che vedevo, i bimbi si sono rotolati per terra il giusto giocando con la gattina del posto, e sono stati accolti con simpatia dai ragazzi della nuova gestione, cosa oggi non scontata purtroppo, quindi meritevole di attenzione :)
Le piantine sono già avviate, pomodorini a grappolo che sembrano promettenti.
Vedremo come andrà, e se saranno affiancate da qualche altro frutto dell'estate...

25 marzo 2015

Libri per bambini (e non solo) - Come si sente Giacomino?

Oggi vi presento un libro molto bellino, che aiuta a nominare le emozioni. Incoraggiare i bambini (ma anche spronarci noi grandi, che a volte siamo un pò arrugginiti) ad esprimere quello che provano, come si sentono, li aiuta a riconoscere quel che gli succede, a dare un senso di comprensione a ciò che li attraversa, e ad acquisire fiducia nel fatto di sapersi spiegare, comunicare con gli altri.



I libri di Giacomino sono editi dal Centro Esserci, che si caratterizza per la pubblicazione di testi sulla Comunicazione Non Violenta, iniziando la sua produzione editoriale con il libro di Marshall B. Rosenberg Le parole sono finestre (oppure muri). Introduzione alla comunicazione nonviolenta , che vivamente consiglio come lettura per tutti gli adulti. Avete mai sentito parlare di linguaggio sciacallo, e di linguaggio giraffa? I nostri modi di comunicare con gli altri dicono molto di noi, e hanno effetti completamente diversi a seconda del livello di consapevolezza che ne abbiamo....il tema è molto ampio e ci torneremo presto.


Leggendo questo libro, ci chiediamo "quando ti senti così?" in questo modo possiamo ripercorrere situazioni esistite davvero, o inventarne alcune che esprimano dei desideri o esorcizzino alcune paure (Gaia si sente spaventata e allarmata quando è da sola nel bosco e fa buio...) si impara a dare nomi a quello che a volte non si sa descrivere, cosa che rende i bambini più forti, perchè un bambino che sappia dire cosa prova e perchè, è più libero, e si sentirà più sicuro di sè.

24 marzo 2015

Angoli di casa - pulizia a portata di bambini

Rendere accessibili le operazioni quotidiane ai bambini ha molti vantaggi. Loro imparano a fare, per i più piccini all'inizio pulire inizia come un semplice (ma utilissimo) gioco di ruolo, poi però diventa anche consapevolezza, di gestione di altri momenti quotidiani che possano organizzarsi in piena autonomia.


Un bambino o una bambina che possa liberamente apparecchiarsi la merenda, sceglierla, consumarla pur sbriciolando e sporcando qualcosa, sapendo che potrà sistemare il tutto, potrà sperimentare le sue capacità e acquisire fiducia nelle proprie competenze.
Potrà non avere un genitore sentinella che stia lì a dire di non sbriciolare, perchè saprà come raccogliere quelle briciole.
Saprà, se vorrà, di poterlo fare.


E' probabile che non sarà un lavoro perfetto, ma stare in disparte ad osservare, anche se dovesse colare lo yogurt al mirtillo sul parquet appena lavato, senza intervenire, aspettando, se ci chiederanno aiuto, se non lo faranno, se troveranno una soluzione...sarà un'occasione che gli daremo per imparare qualcosa. Aiutami a fare da solo diceva Maria Montessori, e non aggiungerei altro.

Non è sempre facile, lo ammetto, ma lasciare a loro disposizione gli strumenti adatti, sarà senz'altro un buon inizio :) noi abbiamo previsto uno sportellino con dentro tutto il necessario per i piccoli interventi, che usiamo anche noi. I bambini sono abbastanza grandi da saper usare l'aspirabriciole, il cui interruttore per i piccolissimi può essere un pò duro, ma prima usavano comunque paletta e spazzolina, per poi passare a quello, chiedendoci magari aiuto per accensione e spegnimento.


Il nostro aspirabriciole è questo, molto basic ma valido per le nostre esigenze, economico, funzionale e maneggiabile (eventualmente maltrattabile) da tutte le età :)